giovedì 12 giugno 2008

Presentazione libro




Cosa?
Di che cosa è fatta un'architettura?
Questo il tema, il problema, il quesito che ripetutamente sarà al centro dell'attenzione. Sapere "di che cosa è fatta" ci serve per fare architettura, così come imparare a scomporre ci serve per saper ricomporre. Figurare e misurare sono le operazioni elementari che affidano alla loro calligrafia la sperimentazione di uno strumentario compositivo.

Come?
Una collana ambiziosamente offerta e proposta come luogo del dibattito e delle sperimentazioni in una forma agile e autoprodotta.

Perché?
Dopo il primo incontro/dibattito si può insegnare architettura? del dicembre scorso, minimadidattica si rifà ostinatamente ad una stessa questione riproposta nelle ragioni di un differente titolo.

martedì 13 maggio 2008

numero primo



È uscito il primo numero della collana minimadidattica.
Stefano Memoli
Strumentario di architettura
Luda Edizioni
ISBN 978-88-903478-0-1
Euro 10,00





abstract
Tre punti, tre parole chiave, tre immagini suggestive per sintetizzare i contenuti minimi di questo Corso, "Dall'ideazione alla realizzazione": uno slogan, una domanda, un testo. 
Questa maniglia l'ho copiata durante il mio primo viaggio in Germania, nel 1929. Ho visto questa maniglia in un albergo, l'ho ridisegnata e poi l'ho fatta rifare qui. Il mio merito è solo quello di averla scelta.
Nelle poche parole di un architetto, Ignazio Gardella, la semplice complessità che racconta il mestiere dell'architetto. Una maniglia come metafora di quello strumento che dobbiamo imparare a maneggiare, a riconoscere, ad usare per entrare nel mondo dell'architettura, Ri-disegnare: in quel prefisso iterativo la chiave per comprendere il processo creativo e compositivo. 
Di che cosa è fatta un'architettura?
Questo il tema, il problema, il quesito che ripetutamente sarà al centro dell'attenzione. Sapere di "che cosa è fatta" ci serve per fare architettura, così come imparare a scomporre ci serve per saper ricomporre. Figurare e misurare sono le operazioni elementari che affidano alla loro calligrafia la sperimentazione di uno strumentario compositivo.
Parlare di architettura attraverso l'architettura.
Il testo adottato dal Corso sarà costituito dalle Poste di Giuseppe Vaccaro e dal Mercato del Pesce di Luigi Cosenza, a settant'anni dalla loro costruzione, attraverso l'esercizio del sopralluogo e il racconto delle loro storie, narrate e rilette inforcando le lenti dell'architetto.


giovedì 3 aprile 2008

seminario ischia

riceviamo da Pasquale Mei e, volentieri, pubblichiamo:




giovedì 6 marzo 2008

quattordici per duecento

Di che cosa è fatta la città?
Natour è una nuova mappa collettiva di Napoli costruita dai taccuini Moleskine affidati ad un gruppo di viaggiatori/cartografi/illustratori/studenti.
I singoli itinerari, in forma di fisarmoniche cartacee di 14 per 200 cm, messi insieme figurano una suggestiva
forma urbis, aggiungendo un possibile tassello alla definizione di ciò che compone la città.
Ideata e organizzata da Simonetta Capecchi, la mostra è prevista nell'ambito di Galassia Gutenberg a Napoli dal 28 al 31 marzo.

mercoledì 30 gennaio 2008

Aalto-cubismo

È in edicola, allegato al Sole 24 ore, il primo dei quattro volumi dell’Enciclopedia dell’architettura edita da Federico Motta.
Il progetto, con la direzione scientifica di Aldo De Poli, raccoglie e sistematizza gli esiti ponderosi di un lavoro redazionale di base sottolineato dai contributi specialistici originali, lemmi firmati da un’ottantina di esperti studiosi dei singoli temi. Come riportato nell’introduzione, tre le questioni focali: sperimentare un’enciclopedia del nostro tempo, confermare l’esistenza di una linea culturale italiana, valorizzare il contributo della giovane ricerca italiana.
In attesa degli altri volumi, apriamo un primo dibattito sull’iniziativa.

lunedì 7 gennaio 2008

recensione n°4

Data: sabato 1 dicembre 2007, ore 10.00 da programma
Autore: Rafael Moneo
Luogo: Sala Maria Cristina nel Complesso Monumentale Sala di Santa Chiara, Napoli
Ambito: Master di II livello Il.
Titolo: Architettura contemporanea nella città antica
Media: videoproiezione slides/ microfono
Durata: 90 min

La Memoria della Forma
Si può insegnare architettura attraverso le proprie opere? Rafael Moneo lo fa nella conferenza tenuta a Napoli recentemente, forse solo perchè una lectio magistralis? … il modo in cui l’architetto ha presentato alcune sue opere: il completamento dell’isolato del “Banco de España” e l’ampliamento del “Museo del Prado”, entrambe a Madrid, hanno reso intelligibile i motivi delle diverse soluzioni che strutturano le architettura costruite e come ogni vero Maestro lo fa con semplicità e modestia, quasi sottovoce, avvalendosi della storia sotto forma di memoria che rivendica non più il passato, ma la consapevolezza di un presente moderno. Tutto questo emerge sotto forma di racconto delle diverse parti del progetto (memoria, misura, materia) che componendosi non solo costruiscono l’opera, ma ne determinano il loro carattere. Allora, si può insegnare architettura attraverso le proprie opere? La risposta è sì, se chi lo fa oltre ad essere un Maestro, non le considera più sue, così da poter svelare il segreto della loro forma.

di Pasquale Mei

gallery

lunedì 17 dicembre 2007

Si puo insegnare architettura?

Si è svolto venerdì scorso 14 dicembre, nella sede di via Forno vecchio a Napoli, l’incontro seminariale si può insegnare architettura?
La tavola rotonda organizzata da minimadidattica ha visto la presenza di un discreto gruppo di partecipanti tra cui segnaliamo la presenza di tre Presidenti di Corso di laurea della Facoltà di Napoli.
Circa venticinque interventi hanno dato vita alle quattro ore di intenso dibattito, introdotto dalla presentazione degli esiti del call for…cards! (15 cartoline eleborate dalle sedi di Napoli e Aversa consultabili nel nostro archivio), indagine/questionario sui nuovi corsi di composizione.
Come prima sintesi dei lavori possiamo schematicamente sottolineare alcuni temi come contributo alle prossime linee di sviluppo delle attività.
Come stare nella scuola? necessità di riformulare eventuali apparentamenti e differenze (con chi, perché e come si lavora); indagare il rapporto con la tradizione disciplinare, con la ricerca di un autentico desiderio di rifondazione disciplinare nel farsi e il disfarsi dei linguaggi; far emergere dal sommerso: spostare le questione della selezione dall’indifferenziato status di contrattista alla valutazione della qualità didattica offerta (quanto, cosa e come si insegna/si è insegnato); prospettive delle politiche universitarie rispetto alle nuove generazioni di ricercatori.
Lascia un commento per integrare e ampliare il ventaglio delle questioni.